Polo culturale a Trieste

Mostra conclusa

Prendiamo la parola. Esperienze dal ’68 in Friuli Venezia Giulia

Dal 12.05.2018 al 17.06.2018

La “Presa della parola” esprime il momento iniziale di quel movimento giovanile, studentesco e operaio, che infiammò piazze, università, scuole e fabbriche dal ’68: il momento di far sentire propria voce per diventare protagonisti del proprio destino, individuale e collettivo.
Alla parole seguirono le iniziative intese a portare avanti istanze di pace, di libertà, di uguaglianza, di superamento delle divisioni e delle ingiustizie sociali, di rinnovamento culturale.

Il ’68 non è solo una serie di eventi, è un insieme di persone.
La mostra “Prendiamo la parola – Esperienze dal ’68 in Friuli Venezia Giulia” racconta di queste persone e testimonia alcune esperienze che hanno vissuto come studenti all’università di Trieste o nelle scuole del Friuli Venezia Giulia. Questi studenti, in un momento di difficile trasformazione del mondo, affrontano i loro problemi e quelli della Società in cui vivono: le migliaia di persone che hanno voluto affrontarli, darsi degli obiettivi e sostenerli con azioni concrete, costituiscono il Movimento studentesco del nostro territorio.

L’Associazione Quelli del ’68 ha raccolto materiali, foto, documenti, interventi audio e video, musiche, suoni per restituire il clima e il senso di quell’esperienza di 50 anni fa. Un’installazione multimediale presenta il dibattito dei protagonisti di ieri sui temi al centro ancora oggi delle riflessioni odierne. Una selezione di preziosi manifesti cubani della collezione Bardellotto e del maggio francese  propone le tendenze della grafica di quell’epoca che ha rivoluzionato l’arte e la comunicazione di massa.

Dopo lo spazio che accoglie lo spettatore all’inizio della mostra con i materiali relativi al contesto nazionale e mondiale (Vietnam, le occupazioni nelle altre sedi universitarie in Italia, il maggio francese), la seconda sala espone i documenti relativi all’esperienza regionale e si allarga nella sala successiva ai temi e agli sviluppi del’68: condizione femminile, il disagio psicologico, la liberazione dei costumi.

La mostra si chiude con un’installazione multimediale che ripropone una sorta di assemblea avvenuta e registrata negli stessi spazi prima dell’apertura della mostra. Dieci protagonisti dell’epoca, si ritrovano a discutere del passato e delle prospettive del presente riallacciando i fili di una memoria che pare sempre più necessaria. Dieci monitor disposti in circolo ripropongono in mostra la conversazione invitando i visitatori a sedersi fra di loro e a interagire con i temi e le riflessioni esposte. Nella stessa sala, approfondendo un tema caro alla mostra, quello della comunicazione e dell’arte grafica, si può ammirare una serie di manifesti dell’epoca assolutamente rari provenienti dalla prestigiosa collezione del Centro Studi Cartel Cubano – Collezione Bardellotto di Venezia.

Si avrà l’occasione di vedere la matrice del celebre poster raffigurante per la prima volta il Che dopo la sua morte e altri storici manifesti in ricordo di Angela Davis, le black panthers e le contestazioni anti-Nixon e pro-Vietnam.

Nel mese di apertura della mostra alcuni incontri serali con artisti protagonisti del ’68 in regione ripercorrono alcuni aspetti del costume e dello spettacolo di allora: la musica italiana e le copertine dei vinili, il teatro di Dario Fo e altro ancora.

Orari

Da martedì a sabato 09.00-13.00 / 15.30-19.00
Domenica 09.00-13.00

Biglietti

Ingresso gratuito

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